Rassegna stampa


Il Messaggero,

Padoan: “Sanzionare i manager colpevoli, perplessità sulla Bce”

Il ministro in Commissione Finanze del Senato: “La giustizia faccia presto il suo corso. Da migliorare la comunicazione di Francoforte”

Roma - Lo Stato doveva intervenire. Non c'era altra strada «per evitare la liquidazione», dice il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan. E' successo per Mps, ed è successo per poche altre banche. Ma chi ha responsabilità deve pagare. Uno dei punti centrali dell'audizione del ministro in Commissione Finanze del Senato sul decreto salva-risparmio è dedicato alle responsabilità. Ma l'occasione è buona anche per insistere a ribadire tutte «le perplessità» sulla trasparenza e sulla comunicazione della Vigilanza Bce.
Dunque, «il governo auspica che la giustizia faccia rapidamente il suo corso e tutti coloro che hanno provocato danni alla collettività, alle comunità locali, ai risparmiatori e agli investitori vengano sanzionati”, ha puntualizzato il ministro. Questo vale per la malagestio ma anche per chi in modo “illecito” ha venduto prodotti a chi non aveva l’adeguato profilo di rischio.
Ma è MPS il dossier più caldo in Commissione. Di qui le puntualizzazioni sui vertici di Siena. Per chiarire: ”Il management attuale gode della fiducia del governo”. Tanto che quando con il fallimento dell’aumento di capitale sul mercato l’ad Marco Morelli manifestò al ministero la disponibilità a dimettersi, lo stesso Padoan ha rispedito la “disponibilità” al mittente. Dopo l’ingresso dello Stato nel capitale, sarà però rinnovato il cda.
Rimane un punto dolente, invece: la richiesta inattesa della Bce, ma soprattutto le modalità con la quale Francoforte ha liquidato in “poche righe e due minuti” a fine dicembre il diktat di elevare a 8,8 miliardi l’aumento di capitale di Mps contro i 5 miliardi suggeriti in precedenza. Un dettaglio non da poco per la Borsa. Dunque, il tema della comunicazione della Bce torna di nuovo sul tavolo. “i rapporti con le istituzioni europee sono ottimi, per questo mi sono permesso”.
Padoan fa riferimento alle spiegazioni che avrebbero dovuto esserci ma non c’erano ad accompagnare quella richiesta così imponente per la banca come per il Tesoro. Le motivazioni sono emerse solo in seguito, “grazie a Bankitalia”. Ma tutte “le perplessità” sul caso rimangono. Ha coinvolto tutti, anche “il mercato”, ha sottolineato Padoan. Dunque si tratta di sottolineare l’importanza della “trasparenza”. Insomma, il ministro dell’Economia si era “permesso di dire che la politica di comunicazione della Bce poteva essere migliorata”. E ancora “la comunicazione nella politica monetaria ha il suo impatto, per questo esprimevo il mio stupore”.
Stesso discorso per il capitolo degli stress test. Una questione che “fa parte della questione della trasparenza”. Insomma, è abbastanza evidente: “I criteri, la definizione degli scenari avversi sono totalmente nelle mani delle autorità che effettuano gli stress test. E’ chiaro – ha aggiunto Padoan – che nel definire lo scenario estremo, auspicabilmente solo ipotetico, ci si può divertire a farne di tutti i colori”. Ma poi le implicazioni sono “importanti, sostanziali”. Inoltre, “non c’è necessariamente sempre accordo tra componenti dell’organismo di vigilanza”, ha fatto notare il ministro facendo riferimento evidentemente a quella decisione raggiunta solo a maggioranza dalla Vigilanza di Francoforte quando è arrivata a chiedere 8.8 miliardi a Siena. Padoan mantiene la giusta prudenza, ma il tema sarà approfondito.
Del resto, la Commissione bicamerale d’inchiesta sulle crisi bancarie andrà a fondo per capire tutte le responsabilità di certe crisi: amministratori, organi di controllo e vigilanza (Bce compresa) e debitori insolventi (sulla norma Patuelli “ci possono essere questioni di legittimità e legali”). Fare le indagini è lavoro della magistratura, ma capire sarà l’obiettivo della Commissione. Anche per capire come evitare altre crisi. Dopodichè probabilmente saranno rafforzati i poteri della vigilanza. Per il resto, trovare un equilibrio tra la trasparenza chiesta dalla Consob e la necessaria riservatezza di Bankitalia e Bce è un tema scivoloso, si sa, ma cruciale visti i danni che possono creare sulla banche.

Roberta Amoruso